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CHIARA ZUCCHELLI

Una frase rubata durante una serata in famiglia che subito diventa notizia. Francesco Totti, prima di partire con la moglie per le vacanze, incontra qualche tifoso in una gelateria. Gli chiedono di Zeman, è presente l’inviato di Seriebnews. Lui risponde: «È un grande, non lo scopro certo io, ma non posso dire altro». Nel giro di qualche ora la frase del Capitano finisce su tutti i siti. E diventa, a conti fatti, la prima dichiarazione di Totti sul nuovo allenatore. Niente di ufficiale.

Perché Francesco in questo momento non parla. Si gode le vacanze, tra partite a tennis con gli amici e mare – lontano – con Ilary. Qualche giorno fa a Palermo in occasione della partita del cuore si era limitato a dire: «Chi viene viene». Pensava ancora che Montella fosse in pole. Gli andava bene. Così come gli va bene, anzi benissimo, Zeman. Il tecnico che lo ha fatto Capitano, il tecnico che in questi anni è sempre stata una presenza costante nella sua vita.

Qualche incontro, qualche stretta di mano, qualche parola. Come quando, ad esempio, Francesco lo ha invitato alla festa che ha preceduto il suo matrimonio. Sette anni fa. Il loro rapporto non si è mai interrotto, la stima – reciproca – è rimasta inalterata. Il giorno che il Pescara è stato promosso in serie A Totti, tramite il suo sito, ha detto: «Complimenti mister Zeman, a te e a tutta la squadra. Tu sei unico ed inimitabile… semplicemente tu sei il calcio». Non serve aggiungere altro. Così come non serve aggiungere altro a quello che il boemo disse qualche tempo fa: «I primi tre giocatori italiani? Totti, Totti, e Totti». Oggi sì. Considerando anche quelli di ieri Zeman aveva aggiunto: «Francesco è il miglior giocatore che ho mai allenato e quello più forte al mondo negli ultimi dieci anni. In Italia in 50 anni sono nati tre fuoriclasse: uno è Rivera, l’altro è Baggio e il terzo è Totti».

E pensare che il loro rapporto non sembrava destinato a durare. E neanche a essere felice. Quando Zeman arrivò alla Roma gli era stato riferito di un giocatore viziato e indolente. Bastarono pochi allenamenti per far capire al boemo che si trattava solo di voci e cattiverie. Totti dopo qualche mese lo definì così: «Una persona eccezionale, che sa darti serenità e tranquillità». Non solo: Zeman oltre a serenità e tranquillità ha dato a Totti anche senso della posizione e preziose indicazioni tattiche: «La classe c’è sempre stata ed è sempre stata grandissima. Prima però giocava solo per se stesso, con me ha imparato a essere più funzionale alla squadra».

Tredici anni dopo i due si ritrovano. Zeman ritrova un Totti, uomo e calciatore, diverso ma sempre fortissimo. Il più forte di tutti. Totti ritrova un allenatore segnato dal tempo e dalle esperienze ma sempre capace di insegnare calcio. All’epoca dovevano crescere insieme oggi sono pronti per fare altra strada. E stavolta la speranza è che sia vincente.

 

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